
Nome: Bezdomny - bezdomny81@gmail.com
Asì es mi vida:
"A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Ma questa è la notte e quello che ti combina; così non avevo niente da offrire a nessuno, se non la mia stessa confusione"
J.Kerouac - Sulla strada
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Premessa. Negli ultimi anni i treni italiani sono stati di fatto la mia seconda abitazione. A partire dal 1999, anno in cui sono andato via da casa, avro' preso il treno centinaia o con piu' probabilita' migliaia di volte. Ho preso il treno per viaggiare, studiare, lavorare, tornare a casa,vedere un concerto, dormire, seguire la squadra del cuore, andare a trovare amici, ecc. Ho preso treni ordinari, straordinari, speciali,nottuni, diurni, a lunga e breve percorrenza. Ho viaggiato in veri e propri carri bestiame, quelli dove di solito mettono i tifosi delle squadre di calcio, in condizioni terribili. Ho viaggiato in treni Eurostar, espressi, diretti, intercity, intercity plus, eurocity, euronight, regionali, interregionali, rapidi,ecc. Ho dormito in cuccette, posti a sedere(anche 11 persone dove ne entravano 6), sulle sbarre di ferro per i bagali dentro gli scompartimenti ed anche in quelle dei corridoi (larghezza 30 cm, senza possibilita' di muoversi, a volte essere piccolo e' un vantaggio), sul pavimento del treno, con sotto solo dei giornali, in mezzo a gente che continuava a vomitare(prima trasferta per vedere la Reggina, Lucca 1998, avevo 16 anni). Ho visto la maggior parte delle stazioni ferroviarie italiane e ho dormito in molte di esse. Ho viaggiato molte volte senza biglietto(di solito era per vedere la reggina), i soldi erano pochi, la voglia tanta, e cosi' vai con treni presi in orari assurdi, con biglietti scomposti in piu parti, con scuse fantastiche al controllore, con biglietti taroccati con la penna cancellabile,con viaggi passati dentro i bagni, una volta addirittura in tre persone, per quasi 4 ore, da roma a bologna, in un bagno dell'eurostar(dimensioni 1 m. x 60cm), dove ci si divideva anche l'aria(peraltro tutt'altro che profumata) da respirare e si faceva a turno per sedersi su l'unico posto disponibile: la tavola del water.Tutto questo per dire che in fatto di treni credo di avere una certa esperienza e sulla base di questa esperienza posso dire che nessuno dei treni italiani può competere con un treno russo in quanto a ordine, pulizia, efficienza e servizi a bordo e preciso che io in Russia ho viaggiato in terza classe. L'imponente stazione ferroviaria di Novosibirsk- Il mio viaggio inizia da qui
I Treni in Russia Il funzionamento dei treni in Russia e' particolare. La Russia e' attraversata da 12 fusi orari diversi, vi e' dunque l'esigenza di unificare gli orari di partenza e di arrivo per tutto il territorio nazionale, per far cio' tutti gli orari sono indicati in relazione al tempo di Mosca. Nelle stazioni il cartellone luminoso indica sempre l'ora locale e l'ora di Mosca. Cosi' ad esempio, se l'orario di partenza ufficiale e'l'una, allora da Novosibirsk (Fuso +3 da Mosca, +5 dall'Italia) il treno partira' alle 16:00. Bisogna dunque fare molta attenzione a non confondersi.

Come ho detto a partire siamo in tre: io, Dima ed Olga, con noi portiamo anche le bici, una scelta che a mio modo di vedere non si rivelera' molto fortunata. Non ne faremo un grande uso e poi una volta sul treno dovremo smontarle pezzo per pezzo per riuscire a sistemarle: un casino. Non appena entrato nel vagone faccio un cenno di saluto ai miei vicini di posto, neanche il tempo di dire una parola ed una donna mi domanda: вы не русский?(voi non siete russo), io le rispondo che ha ragione, sono italiano e nella mia testa penso "ma si vede cosi tanto che sono straniero?". Iniziamo a parlare, sono tutti molto curiosi: cosa ci faccio in Siberia, dove vivo, perchè vado a kranojarsk, com'è l'italia ecc. Dima, che parla anche l'italiano, mi aiuta a rispondere. Ho con me un po' di cioccolata che avevo portato da Reggio e non esito ad offrirla, loro fanno altrettanto e mi offrono di tutto: salame, tè, zuppe, pane, biscotti, dolci ecc. Faccio amicizia con Posha, un ragazzino di dieni anni e con Inna, una ragazza russa originaria del Mar Nero che va a trovare la madre in un paese vicino Krasnojarsk, è il suo 4 giorno di treno, mi mostra il suo album delle fotografie e mi fa tante domande. Verso le 23:00 gli altri si mettono a dormire, io resto ancora sveglio, mando qualche sms in Italia, guardo la gente che mi sta intorno, mi godo il momento e quelle sensazioni, poco dopo la stanchezza prendo il sopravvento e mi stendo sulla branda. Dormo e anche bene(prima volta), i treni in russia non vanno molto veloci(circa 60/70 km orari), il che rende il viaggio più lungo, ma anche più tranquillo, sembra quasi di essere cullati. 

Finita la visita, telefono a Ferdinando, un napoletano che vive a Krasnojarsk da ormai 10 anni, sposato con una russa. In città è abbastanza conosciuto perchè organizza spesso eventi, mostre, concorsi ecc. Come professione, fra le altre cose, fa da guida turistica. Ferdinando ha fondato anche una associazione culturale: Sibita(Siberia-Italia), io l'ho contattato proprio tramite il sito della associazione (http://www.siberia-italia.narod.ru/), presto metterà on line le foto del nostro incontro.
Insieme a Ferdinando c'è anche un suo amico russo, Vadim, fotografo per passione. Mangiamo insieme una pizza non male in un fast food chiamato "Subito", facciamo due chiacchiere e insieme visitiamo la casa-museo(interamente in legno) di Surikov, famoso pittore del luogo. Dopodichè Ferdinando e Vadim ci accompagno in macchina all'ingresso della riserva naturale di Stolby. Da qui inizia la nostra scalata, circa 8 km a piedi in salita in mezzo al bosco, con le famigerate zecche "kleshi" in agguato (trasmettono l'encefalite e possono provocare anche la morte). Il cammino e' piacevole anche se i miei compagni di viaggio la prendono come una gara. Arriviamo in cima e la fatica vale lo spettacolo. Qui infatti troviamo degli enormi blocchi di pietra, erosi dal vento nei secoli, che arrivano anche all'altezza di 80 metri, su alcuni è possibile salire, lo facciamo ed il panorama che si vede è bellissimo, non riesco a descriverlo.


Dopo una lunga marcia arriviamo alla meta e decidiamo di fare un giro sulla seggiovia(120 rubli), da qui si vede la città dall'alto ed è un bello spettacolo. Finita la gita torniamo a casa, rapido lavaggio con l'acqua fredda e si mangia: per cena i russi cucinano un piatto di pasta, che definire piatto di pasta è veramente una parola grossa. Pasta bianca, senza sale, senza olio e scotta, che serve da contorno ad una scatoletta di pesce, mangio qualche boccone, ma dopo declino. Il resto lo mangeranno loro il giorno dopo.....a colazione(come sia possibile non lo so). La sera vorrei uscire, ma gli altri due mi tirano il bidone, prima mi propongono un pic nic in centro, ma poi cambiano idea e si mettono a letto, io resto ancora sveglio, vorrei fare un giro, ma non conosco la strada e neanche come tornare, alla fine resto a casa. La domenica sveglia alle 10:00, mangiamo e usciamo, questa volta con le bici. Il programma prevedeva la gita a Divnogorsk che però salta per diversi motivi di carattere organizzativo. Giriamo tutto il centro, la citta' si sviluppa lungo la via principale, Ulitsa Mira, molto carina, con grandi marciapiedi dove e ' possibile passeggiare. Molto caratteristiche anche le due strade parallele Ulitsa Karla Marksa e Ulitsa Lienina, dove è possibile vedere numerose case in legno ancora ben tenute. Krasnojarsk, a mio modo di vedere, e' più carina di Novosibirsk, più antica(ha circa 380 anni, Novosibirsk solo un centinaio), più curata, piena di fiori, giardini, fontane(pare che il sindaco ne abbia la passione) e di statue di bronzo molto simpatiche sparse qua e la per la città. Nella piazza principale vi è una statua dedicata a Lenin(come nella maggior parte delle città russe, ma quella di Novosibirsk, di cui presto metterò le foto, è notevolmente più bella e imponente).



Rapido pranzo in un'altra pizzeria, in compagnia di alcuni uccellini per niente spaventati dalla nostra
presenza. Finito il "lauto" pasto decidiamo di salire in bici sulla collina Karaulnaja, da qui si ha un'ottima vista dall'alto della città (anche se il panorama non è proprio da mozzare il fiato) e vi è la cappella di San Paraskeba, molto famosa in quanto raffigurata nella banconota da 10 rubli. Qui scopro che non solo in Italia, ma anche Russia vi è la moda di attaccare un lucchetto ad una ringhiera( a Roma è un lampione di ponte Milvio) in segno di amore. Pero' mentre da noi la cosa è più recente(se non sbaglio si è diffusa solo dopo l'uscita di quella specie di libro "Tre metri sopra il cielo"), qui è molto più antica e vi sono lucchetti personalizzati con tanto di scritte e decorazioni. Sono le 16:00, il treno è alle 17:50, abbiamo ancora un po' di tempo, facciamo qualche altro giro e poi ci dirigiamo verso la stazione.



rco e stanco, torno a casa(non prima di aver imprecato convinto di aver perso le chiavi dell'appartamento)con un solo desiderio: che sia tornata l'acqua calda. Purtroppo la sorte non mi assiste, c'è solo acqua fredda, ma fra 3 ore devo andare in ufficio, non posso presentarmi così. utilizzo il metodo degli antichi, riscaldo l'acqua con i fornelli, la verso in una grande bacinella e piano piano riesco a lavarmi, almeno sono pulito. D'altronde l'avevo scritto nel primo post: spirito d'avventura, ironia e capacità di adattamento sono tre doti che occorre avere, altrimenti diventa tutto più difficile, mi sembra di averci visto giusto.